I Malatesta di Rimini

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Mattteo de’ Pasti. Architetto, scultore e medaglista, nacque a Verona forse verso il 1467.

Il suo nome divenne famoso nella storia dell’arte per aver contribuito alla realizzazione di una delle più suggestive opere del Rinascimento: Il Tempio Malatestiano.

Duomo di Rimini




Questo Tempio fu voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta a glorificazione della sua Famiglia, dei Trionfi dei Malatesti e del suo amore per Isotta degli Atti.

La straordinarietà del Tempio Malatestiano è la diversità di due stili che Leon Battista Alberti e Matteo de’ Pasti hanno saputo così efficacemente coniugare.

L’Esterno del Tempio è solido e armonioso nell’antico stile romanico rispecchia pienamente il gusto umanistico;
l’interno è caratterizzato dallo stile gotico decorativo e sontuoso, che sostanzialmente era aderente al gusto tradizionale delle corti dell’epoca per l’esibizione del fasto e della ricchezza.

L’interno e l’esterno dell’edificio quindi costituiscono due parti ben distinte e sono il frutto di una mentalità e concezione completamente in contrasto fra loro.
L’unico punto in comune che hanno i due creatori sono: il celebrare con armoniosità e proporzione l’uomo e con maestosità esaltare il signore e la sua corte.



Mirabile trasformazione compiuta su una Chiesa dedicata a San Francesco del Duecento da Leon Battista Alberti per l’esterno e da Matteo de’ Pasti per l’interno con il fantasioso, raffinato progetto delle decorazioni scultore.

A Matteo de’ Pasti sono attribuite:
La porta della piccola cappella delle origini con i quattro Evangelisti, due Apostoli e la Fortezza;
due bassorilievi con Pallade entro un tempio con una schiera di eroi e Sigismondo sotto un arco di trionfale preceduto dai prigionieri ( cappella del sepolcro degli Antenati di Sigismondo)

Duomo Rimini




la tomba di Isotta degli Atti, che poggia su due elefanti ed ha come sfondo un padiglione marmoreo con un cimiero bicefalo e alato. Dalle proboscidi degli altri due elefanti con cui termina il cimiero, s’innalzano cartigli con la scritta: Tempus loquendi – Tempus tacendi.

Duomo Rimini

una porta con il ritratto di Sigismondo e le figure di Sansone-David-Gedeone e Saul e i bronzei festosi della Cappella del Sacramento, già di San Girolamo, in cui si intrecciano: foglie, frutta, insetti, rane e lucertole, e i putti, il tutto dà un senso di esuberanza, di un raffinato verismo e di letizia.

Matteo de’ Pasti sotto le Maestranze di Leon Battista Alberti e Agostino di Duccio, diede al Tempio Malatestiano l’impronta più alta e tipica della cultura, oltre che del gusto della corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta.
 
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