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![]() Barra di navigazione: Castel Sismondo > Isotta degli Atti Isotta degli Atti, nacque a Rimini tra la fine del 1432 e l’inizio del 1433. Figlia di Francesco degli Atti ricco mercante e nobile di Sassofeltrio, che godeva a corte di ragguardevole dignità. Isotta fu battezzata col nome della madre morta nel darla alla luce, fu l’amante bambina e poi la moglie di Sigismondo, che la sposò senza interesse né politico né dinastico, ma solo e soltanto per amore. Sigismondo appena ventenne s’innamorò di Isotta e l’amore per lei fu il più profondo sentimento che avesse nell’animo, un amore che crebbe col passar del tempo e fu corrisposto altrettanto profondamente. Infatti fu l’unica donna del Signore di Rimini le cui effige furono impresse su una medaglia appositamente coniata da Matteo da’ Pasti. Nel 1445 Isotta, alla giovane età di 12 o 13 anni, fu notata e corteggiata da Sigismondo Pandolfo, che la conquistò solo nel 1446. Un anno dopo, nel 1447, nacque il loro primo figlio Giovanni, che morì in fasce, la loro storia d’amore venne resa pubblica da Sigismondo solo dopo la morte della moglie Polissena Sforza nel 1449. Tu sei de mia salute alta e primiera A nchora che mentien mio debil legno Tu sei del viver mio fermo sostegno Turture pura candida e sincera. Dinanzi a te l'erbetta e i fior s'inchina Vaghi d'essere premi del dolce pede e commossi del tuo ceruleo manto. El sol quando se leva la matina. Se vanagloria e poi quando te vede Sconficto e smorto se ne va con pianto Isotta era intelligente, colta e anche bella. Alla fine del 1447 iniziarono i lavori per le prime due Cappelle, quelle oggi chiamate di Sigismondo e di Isotta, nel Tempio Malatestianol. Sigismondo per motivi politici si sposò due volte ed ebbe molti amanti in parte sconosciute, tranne Vannetta de’ Toschi e Gentile di Giovanni dalle quale ebbe molti figli, tuttavia Isotta rimase sempre il suo unico amore, la donna veramente amate presso la quale cercare rifugio e conforto. Isotta fu una consigliera prudente e forte, lo consolò nei momenti di sconforto, riparò gli errori politici e stimolò le opere dell’arte e della cultura, ma soprattutto gli fu fedele nella buona e cattiva sorte. Vigile e accorta resse lo stato in assenza del marito, trattò con gli ambasciatori e diplomatici, vendette i suoi gioielli negli anni del declino del principe, lo sostenne quando fu cacciato da Rimini, fu madre esemplare, sacrificandosi per i figli e i figliastri di Sigismondo. Questi nel 1469 ordinò l'uccisione di Sallustio e conquistò la signoria. Isotta, lasciò con prudenza il palazzo, morì nel 1474, fu sepolta con tutti gli onori nel Tempio Malatestiano, dove erano già stati sepolti altri Malatesti Signori di Rimini, così era inizialmente il loro nome. |
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