I Malatesta di Rimini

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La storia della città di Rimini è strettamente legata alla famiglia Malatesta ed in particolare ad un suo esponente, che decise di costruire proprio qui la sua amata Roccaforte, Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Il suo profondo legame con questa Rocca è immediatamente ravvisabile dal nome della fortezza, ossia Castel Sismondo, dal nome del signore che la commissionò ed addirittura la progettò.

Egli, prima di dare il via ai lavori di costruzione, fece spianare un'ampia zona della città (smantellando delle vecchie case di famiglia e parte delle mura urbiche) vicina alla piazza medievale più importante (l'attuale Piazza Cavour) in modo che il Castello del Signore si stagliasse sulla quotidianità di tutti gli abitanti e fosse ben visibile a tutti nella sua maestosità (altri palazzi governativi compresi).

Sigismondo Malatesta è spesso indicato come progettista e ideatore dell'intera costruzione, ma sono presenti testimonianze sulla presenza di Filippo Brunelleschi nel 1438 per delle consulenze ed indizi su influenze di architetti ed artisti veneziani, per la presenza di elementi gotici su alcune decorazioni.



I lavori iniziarono quasi sicuramente nel marzo del 1437, per terminare nel 1446 (anche se diverse testimonianze provano che i lavori all'interno della Rocca proseguirono fino al 1454).

Sigismondo quasi sicuramente ordinò che i lavori cominciassero il penultimo mercoledì prima della quaresima e dispose a tavolino anche la loro data di chiusura, per questioni propagandistiche e scaramantiche, in quanto si era fatto predire dagli astrologi di corte i momenti più propizi per attuare queste operazioni.

La struttura della Rocca fu progettata come palazzo e come fortezza allo stesso tempo: essa presentava un nucleo centrale in cui era ubicata la ricca residenza del Signore, impreziosita da tendaggi ed arazzi, affreschi e dipinti.

E' in questo edificio che venivano ricevuti gli ospiti illustri ed in cui si tenevano le sfarzose feste organizzate dalla famiglia Malatesta.

Anche le decorazioni esterne dovevano comunque rendere un aspetto decisamente gradevole e particolare, come dimostrato dalle mattonelle in maiolica poste ai piedi dei torrioni e dall'immagine contenuta in un clipeo ritratto nel dipinto di Piero della Francesca “Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo”.



Intorno al Palazzo del Signore, originariamente di estendeva una cinta muraria contornata da un fossato: l'intera struttura era particolarmente resistente, grazie anche alla grande esperienza e conoscenza della famiglia Malatesta in tema di artiglieria.

L'impianto difensivo era costituito da una serie di cortine più robuste del normale, da una serie di torrioni quadrangolari muniti di enormi cannoni bronzei, da ponti levatoi e da maestose muraglie a scarpa che s'innalzavano dal fossato.

La torri difensive così come la porta del complesso erano rivolte verso l'interno della città, chiaro segno di frequenti ribellioni popolane nei confronti del Signore.

Ulteriori testimonianze dell'intento di trasmettere forza e potere sono le forme tradizionalmente medievali, molto più orientate alla robustezza che all'armonia: vi è infatti un forte uso di archi acuti, d' inserti lapidei, di cortine merlate compatte, dorature ed intonaci verdi e rossi (colori araldici malatestiani).

Sono numerose le epigrafi e gli stemmi celebrativi riportati per tutto il Castello: emblematico è lo stemma posto sull'ingresso verso Rimini, raffigurante il classico scudo a scacchi con una testa d'elefante in alto, accanto ad una rosa quadripetala.

Particolarmente visibile è qui l'influenza gotica proveniente dalla vicina Venezia, in quanto sono presenti caratteri gotici nelle iscrizioni “Sigismondo Malatesta” ai lati dello stemma.

Il Signore di questo Castello vi morì il 9 ottobre 1468.




Negli anni a seguire esso ospitò una caserma dei carabinieri (1821) e nel 1826 ne furono abbattute le mura di cinta e fu risanato il fossato.

Dopo una serie di anni di abbandono, il Comune di Rimini ha accordato una cessione per trent'anni alla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini che ha portato a termine un'attenta opera di restauro e d'installazione d'impianti di tutela e d'alta tecnologia al fine di poter ospitare in questo Castello diversi eventi di carattere culturale (dal 2000).

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